La peggio notizia

Perché quando si parla di informazione non c'è mai limite al peggio

Equilibrium

Ancora bioedilizia. Sarà perché desidero una casa, sarà che desidero un pianeta completamente diverso (e notevolmente più disabitato), ma sempre di più mi affascinano certe soluzioni costruttive eco-friendly. Oltre a questo continuo a pensare che una casa da hobbit. Una bella caverna arredata poi sarebbe il non plus ultra del design, ma si sa, le mie idee geniali solitamente risultano essere solo idee del cazzo.

Come ho già detto da qualche parte, ho un feticismo per i settimanali economici, in particolare “il Mondo” e “Repubblica Affari e Finanza”. Forse perché scevri dalle stronzate che si trovano sugli economici specializzati, forse perché ai miei occhi più comprensibili. Il Mondo è pure impaginato discretamente, mentre lo stesso non si può dire di Repubblica Affari e Finanza (da qui in avanti RAF) che sembra impaginata da un bonobo fatto di metamfetamine.

Insomma, tutti i lunedì dell’anno, passo un’ora del mio tempo alla rassegna stampa su RAF.

RAF è figa. Parla di un sacco di cose, con un’ottica sicuramente più equilibrata della testata parente (ovvero Repubblica). Insomma, stamattina mi imbatto su un articolo di bioedilizia, in particolare su una piccola ditta bergamasca chiamata Equilibrium.

La storia è questa: producevano calcestruzzo, ma la crisi colpisce le imprese edili che non costruiscono più un cazzo. Risultato: la nostra ditta si trova con un sacco di calcestruzzo tra le palle, che nessuno vuole. Qua entra in campo un 35enne che (cito):

dopo anni di viaggi e ricerche condotti dal trentacinquenne Paolo Ronchetti per scoprire le benefiche proprietà della canapa.

viene fulminato dall’ideona.

Insomma, tra un cannone e l’altro il nostro Ronchetti se ne viene fuori con un mattone termoisolante, economico, igrostatico e composto per un terzo di canapa che, peraltro, cresce come se non avesse un domani con pochissime richieste e attenzioni. Il passo è breve: joint venture con la nostra ditta di calcestruzzo che si converte e rinasce grazie al mattone canapone.

Come al solito, invito a leggere l’articolo, specialmente se vi interessa il prodotto. In qualsiasi caso, la notizia ha naturalmente una serie di pensieri a cascata. Costruire una casa è possibile, in maniera più semplice, più economica e più sana. C’è un tipo di costruzione fatta con sacchi di sabbia impilati su filo spinato, utilizzata perlopiù in Africa. Un mio amico la casa se l’è costruita con la cooperativa nei fine settimana. Ci ha messo sei fottutissimi anni, ma ce l’ha fatta.

Il problema è la pressione demografica. Lo confesso, sono pro-estinzione, le persone mi stanno per lo più sulle scatole e spero in un cataclisma che effettui un taglio della popolazione del 97-98%. E badare bene, spero di essere nei sopravvissuti, ma con la sfiga che mi perseguita (probabilmente un pessimo karma) sicuramente perirò con le masse. Il risultato non cambia: siamo troppi, e tutti starebbero meglio se fossimo molti meno. Magari si potrebbe ritrovare un equilibrium naturale. (E ora scatenatevi a dirmi che sono stronzo – tanto non vi salverete da un mio post fiume incentrato sulla paleodemografia)

di Alberto Della Rossa

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