La peggio notizia

Perché quando si parla di informazione non c'è mai limite al peggio

Vannoni e il metodo Stamina – pt.2

Scusate la latitanza, a quanto pare il dovere mi tiene lontano dal blog – troppo da fare e poco tempo. Alla faccia della crisi e all’assenza di lavoro.

Vengo da una settimana di furiosa raccolta di articoli, nel corso della quale ho selezionato alcune perle davvero rare – tra tutte un articolone su La Voce di Romagna, titolato “Riviste e film porno , non si vende più nulla“, seguito a ruota da un’intervista a Rocco Siffredi su Il Foglio di questo lunedì. Insomma, la pornografia tira sempre.

In qualsiasi caso non sono qui a scrivere di articoli senza senso, quanto per tornare sulla faccenda del metodo Stamina, che ormai mi sta ossessionando. Negli ultimi dieci giorni la copertura mediatica sui quotidiani è letteralmente esplosa, forse anche grazie all’indignazione della comunità scientifica di fronte a quello che a parer mio è un evidente caso di truffa. Fatto sta che ho avuto modo di raccogliere almeno una ventina di articoli dalle testate più disparate, e ho quindi pensato di fare il punto della situazione, per chi si fosse perso qualcosa.

Una premessa la potete trovare in questo mio precedente intervento.

È partito tutto con un articolo mercoledì 8, su La Stampa:

“Altro che donazioni Vannoni da me pretese 50 mila euro in nero Una vedova: ” Ci fece anche firmare un appello a suo favore Ma invece di guarire , mio marito è morto durante le infusioni”.

Alla faccia delle cure compassionevoli.

Alla faccia delle cure compassionevoli.

Il contenuto è agghiacciante – un delirante viaggio nella speranza di un malato e di sua moglie, che racconta di oltre 50.000 euro spesi per cure che hanno a tutti gli effetti portato alla morte del paziente. Ricevuti in un call-center, con pagamenti senza ricevuta, senza alcuna tracciabilità – con modalità criminali. Questa donna, mossa da disperazione e amore, nella speranza di una cura ha convinto il marito a sottoporsi a questo trattamento e ora  si trova a fare i conti anche col senso di colpa e il sospetto, oltre che col lutto. La signora ha infatti dichiarato:

Secondo i medici , mio marito doveva vivere 9 anni dalla scoperta della malattia. Invece è morto dopo 5 anni appena. Magari per cercare di aiutarlo a guarire in tutti i modi , io gli ho accorciato la vita ».

Una truffa, quella perpetrata da Vannoni, che non si esaurirebbe con la perdita di denaro, ma che si ripercuote sulla salute dei pazienti e su chi ha creduto nel metodo.

Cose che già si sapevano, ma non mi aspettavo di trovare un articolo a tutta pagina. In più, nei giorni precedenti erano apparsi qua e là altri articoli.

Insomma, drizzo le orecchie, sentendo lo scricchiolìo caratteristico del boom mediatico che si prepara a esplodere.

Il giorno dopo, puntuale come un orologino svizzero, altri articoli, stavolta ben più interessanti di una testimonianza circostanziata: sulle testate compaiono diversi titoli, tutti relativi alla scoperta, da parte del comitato scientifico del Ministero della Salute, che nel protocollo Stamina le cellule mesenchimali sono presenti in dosaggi minimi: infatti la dose stabilita dalla medicina per i trapianti cellulari è di 2 milioni per chilo di peso corporeo nell’uomo. Nel protocollo Stamina è previsto invece un quantitativo di 2 milioni di cellule in totale. Nelle infusioni le cellule mesenchimali sarebbero presenti addirittura in “dosaggi omeopatici“, ovvero in quantità infinitesimali. Il Corriere della Sera, in un articolo di fondo della stessa mattina, rilancia sottolineando il fatto che negli ambienti investigativi si parla già da tempo di queste parcelle in nero da 40-50mila euro per ottenere le cure – parcelle che poi venivano dichiarate da Vannoni come libere donazioni (senza considerare che per le donazioni esistono iter precisi da seguire). In tutti gli articoli viene riportato anche che  l’Aifa ha diffidato gli Spedali Civili di Brescia dal fare uscire qualsiasi campione del protocollo Stamina.

andolina-vannoni

Associazione a delinquere.

Tre giorni dopo (grazie al cielo il fine settimana non lavoro, ma non escludo ci fossero diversi altri articoli presenti) mi siedo davanti al mio bel pc e cosa ti trovo? Sul Piccolo, giornale triestino, c’è un articolo con delle dichiarazioni di Andolini, il medico di Trieste collaboratore di Vannoni. Riporto (come al solito) titolo e sottotitolo:

«Cura Stamina priorità ai raccomandati» Il medico triestino Andolina confessa che a Brescia è stata data precedenza ai malati “illustri” come un dirigente regionale.

Ma non erano cure compassionevoli? Non sosteneva Vannoni che lui faceva “beneficenza“, che forniva “cure pro bono“, che lo faceva per i bambini che stavano male? E allora a cosa riferiscono le distinte dei bonifici che iniziano a comparire da un sacco di parti? Soprattutto, se davvero come ha sempre sostenuto di fronte all’opinione pubblica il suo interesse era la salute dei pazienti (da sottolineare il fatto come Vannoni, per la maggior parte delle dichiarazioni facesse leva sul “piccoli pazienti”), allora come mai questo giro incredibile di soldi e di favori politici?

Beh, tenetevi forte perché il meglio deve ancora arrivare: sempre il 12, sulla Stampa c’è un dossier, dal seguente titolo:

Cellule, quattrini e bugie La storia nera di Stamina dossier nel dei carabinieri. Falso e grottesco: così nel 2009 il Nas chiese l’arresto di Vannoni.

Questo è un altro di quegli articoli che consiglio a tutti di recuperare e leggere; in qualsiasi caso un passaggio, più di altri, risulta illuminante. Un ex collaboratore dello stesso Vannoni, dissociatosi perché evidentemente portatore sano di un qualche tipo di coscienza, dichiara:

Le nostre strade si sono separate perché mi chiedeva di modificare i dati di ricerca a favore dei suoi interessi. Sosteneva che solo gli imbecilli pagano le tasse. Diceva che le malattie degenerative, fortunatamente, erano in aumento.  Così lui avrebbe guadagnato di più, tanto erano senza speranza. Ho deciso di tagliare i contatti in occasione di una telefonata. La biologa Olena parlava in tono concitato con Vannoni, sostenendo che un paziente stava male a causa di una puntura di staminali.

Davvero, non continuo, perché gli articoli che posso citare sono davvero tanti, da fonti diverse e soprattutto sono pervasivi sulla stampa nazionale e a fronte di quello chesta emergendo non credo nemmeno sia necessario commentare più di tanto. Dico soltanto che persone che vivono e prosperano così sul dolore della gente, sono da punire con una tombola di ergastoli.

Continuo con la raccolta di articoli, sono curioso di vedere se finirà tutto a tarallucci e vino o veramente, per una volta tanto, riusciranno a mettere in gabbia chi merita di essere privato di ogni libertà.

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

Muchas gracias!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: