La peggio notizia

Perché quando si parla di informazione non c'è mai limite al peggio

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Stamina, stamina. Stocazzo.

Giornatona prolifica di spunti, stamane. Arrivo al lavoro alle cinque del mattino, inizio a tuffarmi nel delirio della stampa e un sorriso ebete mi si allarga sul volto, testata dopo testata. Ci sono giornate in cui la mia personale raccolta di articoli – una specie di mare magnum di idiozie e assurdità di qualsivoglia natura, ovvero tutto ciò che mi incuriosisce – si ingrossa come un fiume in piena. Congiunzioni astrali durante le quali i giornalisti improvvisamente decidono tutti insieme di scrivere qualcosa di interessante.

Insomma, tra un’articolo e l’altro, dribblando strafalcioni e usi fantasiosi dell’italiano (a tal proposito cito dal Piccolo di stamattina una perla meravigliosa a pag. 35 ” Alda Balestra, da Miss Italia alla carriera di top model Reginetta d’Italia nel 1970, ha vissuto per anni a New York e solcato le passerelle più prestigiose. «L’incontro più divertente? In ascensore, con Gianni Agnelli». Non sapevo che le passerelle si solcassero, ma tant’è.) mi ritrovo un sacco di articoli su cui sproloquiare.

E poi lo vedo brillare tra le pagine di un giornale (il Messaggero, nella fattispecie, ma la notizia era riportata ovunque) – mi guarda, mi tenta. E decido il tema di oggi.

Stamina.

L’ennesima bufala sul dolore altrui.

di-bella

Di Bella con un vasetto di lampascioni sottolio

È un po’ che raccolgo articoli sull’argomento, e la cosa mi fa rivoltare il sangue. Ricordo anni fa, quando ci fu una grave malattia in famiglia: la speranza allora era il metodo Di Bella – correva l’anno ’98-’99, io ero un ragazzino. Sapevamo che non v’erano fondamenti scientifici ma, ehi, tentar non nuoce no? Quando sei disperato ti appigli a tutto. Il resto è storia: il metodo Di Bella si rivelò essere completamente inefficace, ed esaminando i dati clinici si scoprì che questi erano incompleti, frammentari e che erano stati manipolati. Eva Buiatti, medico e ricercatrice italiana (trovate un elenco delle sue pubblicazioni su biomedexperts.com), dichiarò:

Restava un dato di fatto, preciso, inequivocabile: i suoi pazienti morivano come gli altri. Non c’era alcun vantaggio terapeutico. Nessuna salvezza. Di Bella non accettò mai che si verificasse se la sua terapia avesse un valore di tipo palliativo. Non è un palliativo, ha sempre detto. È una cura.

Non solo: la sperimentazione, che pure venne concessa e concordata diede risultati ambigui. Addirittura, la rivista Cancer scrisse (cito l’abstract del paper):

Available scientific evidence does not support claims that Di Bella therapy is effective in treating cancer. It can cause serious and harmful side effects.

Perché vi racconto questo? Perché gli italiani hanno la memoria corta. Cortissima.

Il metodo Stamina, ideato da tale Davide Vannoni, si basa su un principio non dissimile: cavalcando l’onda dell’emotività di genitori disperati, saltando completamente qualsiasi sperimentazione scientifica, imponendosi con la demagogia, promette di essere una cura per malattie neurodegenerative, basato sulla conversione di cellule staminali mesenchimali in neuroni. (attenzione che questo passaggio è importante)

metodo-stamina

Una bella immagine del nostro Vannoni

Praticamente siamo alla pietra filosofale, con un individuo che promette di trasformare il piombo in oro e guarire gli storpi allo stesso tempo – praticamente un mix tra Gesù Cristo, Ermete Trismegisto e Rasputin in una botta sola.

Cristo

C’è una certa somiglianza, nevvero?

C’è da dargli un merito: lui l’oro l’ha creato davvero dal nulla, tanto da comprarcisi una Porsche – che in un’intervista rilasciata a Repubblica ha dichiarato esser stata acquistata in leasing, ma che formalmente è accreditata sui conti della Stamina Foundation.

Cos’è successo, dopo la diffusione di questo incredibile metodo? Che la comunità scientifica si è accorta che non esistevano studi accreditati, né una sperimentazione degna di tale nome che riguardasse il metodo Stamina, metodo peraltro promosso da uno che con la medicina non c’azzecca una fava (Vannoni è laureato in lettere e filosofia).

La comunità scientifica inizia a fargli le pulci, a chiedere dei dati scientifici (il famoso metodo, presente? le pubblicazioni, il peer reviewing, la sperimentazione, tutta quella robetta così inutile…) e lui si indigna perché, dopotutto, sta facendo del bene a dei bambini: le cure, che arrivano a costare diverse decine di migliaia di euro per molti, sono pro-bono per alcuni. E indovina cosa tira fuori? La teoria del Complotto! Le case farmaceutiche lo stanno boicottando! (non vedo perché visto che queste potrebbero comprare a qualsiasi cifra il metodo, Vannoni e anche il suo cane).

un po' di complotto non fa mai male

un po’ di complotto non fa mai male

In Italia tuttavia il beneficio del dubbio lo si da a chiunque. E allora via, valutiamo la possibilità di farla, questa sperimentazione – non fosse altro per verificare l’attendibilità del metodo, vuoi mai che la comunità scientifica si sbagli. Eppure a Vannoni sta cosa non va giù, lui vorrebbe tenere secretato tutto ciò che riguarda il metodo Stamina. E via ricorsi a non finire, mentre indagini preliminari dei Nas e degli esperti ministeriali verificano l’assenza di cellule mesenchimali nelle pozioni del Metodo Stamina, e lasciano supporre l’utilizzo di siero fetale bovino (attenzione ai vegani – il metodo stamina non è roba per voi) e la presenza di antibiotici nel terreno di coltura, con conseguente rischio di tossicità. Tralasciamo i detriti di tessuti che potrebbero essere causa di emboli. D’altronde le infusioni vengono da laboratori situati in Messico, Capoverde e Hong Kong, può essere che li le cose vengano fatte diversamente, magari mangiando un panino. Forse è caduto un hamburger in una vasca di coltura.

Cosa succede quindi? Che Vannoni dichiara di non sapere cosa c’è nelle infusioni, d’altronde lui non è un medico, dichiara. E allora che cazzo fa, oltre buscarsi i soldi?

A questo punto della faccenda ero piuttosto basito, poi un’altra cosa mi ha colpito con la dolcezza di un martello in faccia. Faccio una domanda ingenua alla mia ragazza, che sta studiando medicina.

domanda: “Amore, ma che cazzo sono le cellule mesenchimali?”

risposta: “Cellule indifferenziate che generano tessuto connettivale. Dove andiamo a mangiare?”

mesenchimale

eh no, non si trasforma in neurone. E sono in tanti ad avere bisogno di neuroni…

A questo punto io, che sono un cagacazzi, vado su wikipedia e leggo:

questo tipo cellulare, essendo in una fase adulta, non è totipotente (ossia generatore di tutte le linee cellulari del corpo) ma pluri/multipotente, ossia può solo generare tipi di cellule connettivali e non altri tessuti di diversa derivazione embrionale (come neuroni od epiteli)
Fonte: Mesenchymal Stem Cells: Isolation, In Vitro Expansion and Characterization in Stem Cells, 2006, pp. 249–82. DOI:10.1007/3-540-31265-X_11ISBN 978-3-540-77854-7.

Bene. Il resto possono raccontarvelo un paio di articoli di Wired e un’inchiesta de l’Espresso.

Ritorniamo a stamattina. Vedo l’articolo che finalmente mi fa scattare la cellula (staminale) e mi genera aggressività folle, come dicevo, sul Messaggero (ma, ripeto, la notizia era su tutti i giornali).

Messaggero del 08/01/2014, pagina 21: “Nature, nuova bocciatura per il Metodo Stamina“. Ovviamente dell’articolo sul Messaggero non me ne faccio un cazzo e risalgo alla fonte:

Leaked files slam stem-cell therapy: Disclosures and resignations reveal scientific concerns over methods of Italy’s Stamina Foundation.” di Alison Abbott; Nature 505, 139–140 (06 January 2014)

Volete un riassuntino? Stiamo facendo la figura dei coglioni. Di nuovo, perché le persone vengono strumentalizzate e il loro dolore con esso, da individui come Vannoni che pretendono di imporre la loro ragione senza doversi sottoporre a dei protocolli scientifici, a un’analisi metodologica segnante. E i disperati (perché di disperazione si tratta) vengono accompagnati da frotte di altri individui alla ricerca di un’ideologia facile, che permetta loro di suddividere la realtà in due tronconi ben distinti: buoni e cattivi, bianchi e neri, vegetariani e non vegetariani, complottisti e lobbisti.

Con buona pace di tutte le sfumature di grigio.

Perché è molto più semplice pendere dalle labbra di qualcuno che usare la testa e farsi un’idea propria.

Amen.

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